la storia della canapa

Un po di storia della Cannabis

Nota fin dall’era Paleolitica, la Cannabis, originaria delle regioni dell’Asia Centrale, nel corso del secoli si è propagata dappertutto, superando avversità ambientali e culturali. Se ne sono tratte tracce in tutto il bacino Mediterraneo, nelle regioni più interne dell’Africa, nel Nord Europa, nel continente Australiano e nell’Oriente più estremo, oltre che nelle Americhe, dove sembra sia comparsa dopo l’arrivo di Cristoforo Colombo nel 1942.

Alcuni scienziati hanno trovato residui di Cannabis in numerose mummie scoperte in Perù e risalenti al 115-155 d.C. Nel 1753. La Cannabis rientra nella prima moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, stilati dal botanico svedese Carl Linnaeus (1707-1778).

Qualche miglialio di anni fa….

La pianta di Cannabis fu citata per la prima volta in erbario dell’imperatore cinese Shen Nung (2737 a.C.), e consigliata per il trattamento di <<disordini femminili, gotta, reumatismo, malaria, stipsi e debolezza mentale>>. Sempre in Cina, nel IV-V secolo a.C., i contadini pagano le tasse all’amministrazione centrale con foglie di Cannabis. Verso il 100 a.C. inizia la produzione di carta a base di Hemp e negli archivi di Tung-Kuan (28 d.C.) si legge del suo impegno come cibo in tempi di carestia.

Anche in India la pianta conosce larga diffusione per cerimonie sacre, pratiche meditative e medicina popolare. Se ne consiglia l’uso, fra gli altri, nei casi di insonnia, febbre, dissenteria, malattie veneree.

Tutt’oggi in molti villaggi indiani, durante l’ultima giornata della nota festività Hindu del Durga-Pooja e dopo avere gettato le statue degli dei nell’acqua, ogni padrone di casa offre agli ospiti una di bhang (tipico infuso di foglie e steli di Cannabis) in segno di cortesia.

Tra il II e il I secolo a.C., le migrazioni di tribù dell’Asia Centrale ne favoriscono la diffusione nel bacino del Mediterraneo fino all’Europa Centrale e al Medio Oriente. Abbiamo qui la testimonianza di Erodoto, descrivendo i rituali funerari degli Sciti, sottolinea: “foglie secche di Cannabis venivano gettate sulle braci ardenti, provocando nuvoloni di fumo inebrianti”.

I Frigi, popolazione della Turchia Occidentale che domino gran parte dell’Asia minore fra VIII e il VII secolo a.C., la usavano per fare tessuti, come testimoniano i resti nei pressi di Ankara, nei tumoli funerari di Gordion.

Per i Pgmei, Zulu e Ottentotti è un medicamento indispensabile perché cura epilessia, gotta e crampi.  In una relazione del 1888 l’archeologo Hermann Von Wissman (1853-1905) descrive l’utilizzo della Canapa fra i Balouba, tribù del Congo: riti e incontri tribali, feste e trattati di alleanza era suggellati in pubblico dal fumo delle foglie di Cannabis. Tutt’oggi molte tribù dell’Africa Centrale ne fanno uso, in particolare, dopo morsicatura ti serpenti e durante gravidanze o parti difficili.

La bolla papale del 1484 e la repressione clericale non riuscirono a impedire la diffusione della Canapa nell’Europa Orientale e nelle penisole Britanniche. Estese coltivazioni in Romania, Cecoslovacchia e Ungheria, da una parte, e Irlanda e Gran Bretagna nell’altra, garantivano la diffusione dei derivati in tutto il mondo. Nel 1533, Enrico VIII ordinò ai contadini inglesi di coltivare un quarto di acro a Cannabis o lino per ogni 60 acri di altre coltivazioni. Nel 1542, lo svizzero Leonard Fuchs inserì un accurato disegno della Canapa Sativa nel suo De Historia Stirpium.

Il Sacerdote inglese Robert Burton (1621) nel suo The Anatomy Off Melancholy, la consiglia per il trattamento della depressione, mentre l’applicazione di radici di Hemp su infiammazioni cutanee.

In Italia la terapia a base di Canapa è citata per la prima volta da Nicola Porta, medico del manicomio di Aversa 1858. Mentre nel 1894-97 appare il primo studio negli atti dell’istituto botanico dell’università di Pavia “intorno all’anatomia della Canapa”. Ma sarà Raffaele Valieri, primario dell’ospedale degli Incurabili di Napoli, il primo a usarlo e raccomandala in campo terapeuico.

Oggi, grazie alla spinta delle nuove nuove generazioni, come sempre porta voci dei venti di cambiamento, in Italia cresce l’attenzione dell’opinione pubblica sugli impieghi terapeuici e ricreazionali della Cannabis.

Lo stato della Virginia Connecticut (1629-1637) approvano norme che ne impongono la coltivazione per favorire lo sviluppo delle industrie a tessile locale, riscontrando un immediato successo. Lo conferma, fra l’altro, George Washington, primo presente degli Stati Uniti, quando scrive nel suo diario, (12-13 maggio 1765) <<Seminato hemp.. iniziato a separare i maschi dalle femmine, ma forse e troppo tardi>> .

In quegli anni è la Russia a produrre l’80% della canapa mondiale, vendendone anche i migliori manufatti: vele, reti, corde, tappetti. Il maggiore acquirente è la Gran Bretagna che deve sostituite circa 100 tonnellate di manufatti ogni 2 anni per la sua flotta .

Una curiosità:

Durante la campagna d’Egitto, nel 1798, Napoleone emanò un decreto che vieta i soldati di << bere il forte liquore fatto dai musulmani con un erba detta Hashish e fumare le foglie di cannabis>>. Ma, al ritorno dalla spedizione, l’uso del Hashish  si diffonderà rapidamente in tutta la Francia. Per isolare l’odiata Gran Bretagna la Francia napoleonica inizia a intervenire sullo Zar Alessandro I per bloccare gli indispensabili rifornimenti di canapa alla flotta inglese. In cerca di finanziamenti è costretto a vedere  la Louisiana agli USA a un prezzo ridicolo, 5 centesimi per ettaro. Nel 1810 Napoleone decide di intervenire con le armi nei confronti della tentennante Russia. Gli Usa approfittano immediatamente del conflitto vendendo  allo Zar rum, zucchero, caffè e tabacco. In cambio ottengono Canapa che, prontamente, rivendo agli inglesi. Questi ultimi, riescono, pero, a siglare un nuovo accordo con Alessandro I che garantisce loro un rifornimento di canapa a costi più bassi. Il Congresso USA risponde con l’entrata in guerra affianco di Napoleone

Possiamo vedere quindi come la pianta della Canapa abbia avuto nel corso della storia dell’umanità un influenza immensa, in grado di generare addirittura guerre tra i popoli.